DOMA KR 1 MKII


L’integrato del futuro:

  • controlla il movimento degli altoparlanti col sistema “ACMA”
  • ha l’alimentazione elettronica ad alta frequenza “ALEF”
  • cinque ingressi di cui uno bilanciato
  • il controllo del volume non è tradizionale ma di tipo parallelo “VOLPA”
  • utilizzo dei più moderni circuiti elettronici per uso audio
  • accurata protezione dai disturbi elettromagnetici col sistema “CER”
  • video con indicazione delle funzioni a LED
  • telecomando per la selezione degli ingressi, il controllo del volume e altre funzioni.

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Nell’amplificatore integrato KR1 MKII sono presenti diversi contenuti innovativi frutto di molti anni di ricerca e confronti, qui di seguito elenchiamo i più importanti.

ALEF

La DOMA con l’uso delle batterie ha dimostrato di essere particolarmente sensibile alla qualità dell’alimentazione. Negli amplificatori della nuova linea KR ha introdotto l’ALEF (ALimentazioni Elettroniche ad alta Frequenza) che permette di:

  • ridurre notevolmente il peso
  • eliminare il piombo
  • permettere la massima versatilità riguardo alle caratteristiche della tensione di rete.
  • garantire una qualità ed affidabilità superiore a qualunque altra alimentazione.
  • avere la massima velocità di trasferimento della corrente richiesta dal carico.
  • aumentare la tensione d’alimentazione e quindi la potenza senza aumentare peso e ingombro.

Quindi da una parte si è lavorato sul circuito per renderlo veloce a sufficienza per rispondere alle richieste di corrente e dall’altro si è lavorato sulla qualità e posizione dei condensatori posti sulle alimentazioni.

Nell’articolo di presentazione della linea Grido caratterizzata dall’alimentazione a batteria scrivemmo che:

Le batterie con le loro caratteristiche tecniche garantiscono una perfetta erogazione di potenza anche in presenza di sistemi d’altoparlanti impegnativi;

  • Le batterie offrono una riserva d’energia enormemente superiore a quella dei condensatori;
  • Con le batterie all’amplificatore non giungono i disturbi provenienti dalla rete elettrica;
  • Con le batterie non vi è l’ondulazione data alla trasformazione della corrente alternata in continua;

La mancanza d’assorbimento dalla rete elettrica di corrente modulata dal segnale musicale avvantaggia gli altri componenti alimentati in modo tradizionale.

Con l’alimentazione elettronica ALEF utilizzata si rispettano tutti i punti elencati potendo così affermare di essere riusciti ad avvicinarsi alle caratteristiche delle batterie ma con peso e ingombro ridotto. Superando anche il problema che si è presentato spesso dai rivenditori che non prestavano attenzione e ripetutamente lasciavano scaricare le batterie danneggiandole.

Ritornando all’elenco precedente possiamo approfondire i vari punti:

  1. Le batterie con le loro caratteristiche tecniche garantiscono una perfetta erogazione di potenza anche in presenza di sistemi d’altoparlanti impegnativi; Con l’alimentazione elettronica possiamo avere questa caratteristica perché in dimensioni e peso contenuti si può ottenere la grande potenza necessaria.
  2. Le batterie offrono una riserva d’energia enormemente superiore a quella dei condensatori; Con i condensatori utilizzati e la grande velocità del circuito nel ricaricarli possiamo avvicinarci molto alle batterie e comunque rispettare le esigenze richieste.
  3. Con le batterie all’amplificatore non giungono i disturbi provenienti dalla rete elettrica; Anche qui possiamo dire che il circuito è in grado di filtrare molto bene la maggior parte dei disturbi.
  4. Con le batterie non vi è l’ondulazione data alla trasformazione della corrente alternata in continua; l’alimentatore elettronico lavora a frequenza molto alta e quindi il problema non sussiste.
  5. La mancanza d’assorbimento dalla rete elettrica di corrente modulata dal segnale musicale avvantaggia gli altri componenti alimentati in modo tradizionale; per come lavora il circuito dell’alimentazione elettronica non vi è un assorbimento tale da provocare una modulazione come nelle alimentazioni tradizionali.
  6. Dal punto di vista sonoro, con l’alimentazione elettronica siamo molto vicini al suono ottenuto con le batterie.

ACMA

ACMA acronimo di Accurato Controllo del Moto degli Altoparlanti.
Gli amplificatori audio forniscono una tensione di eguale forma del segnale al loro ingresso ma di ampiezza maggiore. Dopo di ché è il carico che possiamo rappresentare con una resistenza di 8 Ohm che assorbe la corrente seguendo la ben nota legge di Ohm. In queste condizioni, al giorno d’oggi qualunque amplificatore esibisce ottime prestazioni e la distorsione che produce è irrilevante.

Ed infatti le misure vengono di solito effettuate ad una singola frequenza o al massimo due contemporanee (per la misura di distorsione d’intermodulazione) su un carico resistivo od al più misto, cioè composto da una resistenza ed una induttanza o una resistenza ed un condensatore posti in serie tra loro.

Però il carico fornito da un sistema d’altoparlanti è tutt’altro che resistivo ma presenta variazioni del modulo e della fase che variano con la frequenza e con la tensione.

Non di meno ogni altoparlante essendo una macchina reversibile una volta in movimento diventa un generatore di tensione che viene vista dall’amplificatore.

In queste condizioni l’altoparlante assorbe una corrente distorta che nei modelli dinamici è legata al movimento il quale risulta alterato quindi il suono scaturisce distorto.

Tutto ciò porta a delle distorsioni molto forti del segnale acustico riprodotto rilevabili con un microfono o più semplicemente dal nostro sistema uditivo.

Occorre quindi un amplificatore in grado di imporre che la corrente non venga distorta. Questo è proprio quello che fa l’amplificatore integrato KR1 della DOMA.

Con ACMA questo amplificatore non distorce sui carichi reali e il suono degli altoparlanti dinamici diventa più pulito e molto simile al suono dei migliori elettrostatici.

CER

CER ovvero Confinamento delle Emissioni Radiofrequenza.

Siamo costantemente immersi in campi elettromagnetici necessari alle nuove tecnologie di comunicazione la cui intensità, frequenza e quantità è in aumento come pure il loro grado di penetrazione.

Una cura maniacale è stata posta all’eliminazione di ogni possibile disturbo sia esso proveniente dall’etere, dal cavo di rete e sia prodotto all’interno dell’apparecchiatura.

Vi erano alcune strade possibili come ad esempio suddividere in due o più contenitori ma questo implicava anche svantaggi legati alla necessità di connessione tra i vari elementi.

Si è scelto di realizzare dei sub contenitori all’interno del principale. In questo modo si evita la necessità di connettori e lunghi cavi esterni.

Il corpo è realizzato in acciaio inox da 12/10 mentre il coperchio in alluminio da 4mm di spessore per permettere l’utilizzo di viti svasate di tipo M4, ridurre le vibrazioni e aumentare il potere schermante. Il frontale è in alluminio di 10 mm di spessore.

All’interno è stata prestata molta attenzione alla schermatura della linea di alimentazione prevedendo dei sub contenitori per la gestione della rete e per l’alimentazione elettronica così da evitare che possano interferire con i circuiti elettronici che si occupano del segnale audio.

Le viti sono numerose perché l’efficacia della schermatura è anche funzione del numero di punti di contatto.

VOLPA

VOLPA sta per Volume Parallelo, questo vuol dire che vi è solo una resistenza lungo il percorso del segnale, infatti si è preferito utilizzare questa soluzione perché permette un miglioramento della qualità sonora dovuta al fatto che il segnale musicale non attraversa il potenziometro e quindi non risente delle componenti parassite inevitabilmente presenti nel componente.

Overture ® Circuiti integrati ad altissime prestazioni

I circuiti amplificatori realizzati con componenti integrati sono già stati utilizzati sulla linea Grido ma non avendoli ancora descritti e continuando a usarli anche in questo apparecchio ne parliamo ora.

Un primo evidente vantaggio nel usare un circuito integrato invece di usare componenti discreti sta nelle minori componenti reattive disperse che tale configurazione permette e quindi un miglior comportamento alle alte frequenze.

Utilizzando una costruzione compatta come quella in un circuito integrato, il riconoscimento di una variazione di temperatura è immediato con un controllo istantaneo della corrente di riposo degli stadi finali. Mentre nei circuiti a discreti si ha un ritardo nella compensazione.

Ma la grande superiorità degli amplificatori integrati utilizzati che appartengono alla serie Overture della National Semiconductor (ora Texas Instrument) sta nel fatto che sono realizzati sfruttando una soluzione usata su un famoso amplificatore in classe A di John Linsley Hood che consiste in un interessante pilotaggio dei transistor finali di potenza che consente di ottenere distorsioni più basse quando si pilotano i carichi reattivi che sono appunto quelli che presentano i sistemi d’altoparlanti.

Riguardo alla classe A gli Ouverture non ne hanno bisogno perché utilizzano un circuito che mantiene chiuso l’anello di retroazione durante la transizione dei transistor finali e quindi non si ha la loro interdizione. Questo permette l’eliminazione della distorsione d’incrocio di primo tipo.

John Linsley Hood era un ingegnere che lavorava in un centro di ricerca nucleare negli USA. Appassionato di Hi-Fi si era costruito il famoso amplificatore a valvole Williamson, successivamente decise di realizzare una versione a transistor che avesse almeno le stesse ottime caratteristiche soniche e il risultato fu l’amplificatore citato prima e pubblicato su Wireless Word nel 1969.

Protezione in temperatura denominata SPIKeTM (Self Peak Instantaneous Temperature °Ke).

Utilizzando componenti discreti il modo migliore per proteggere i transistor finali è fare una stima della temperatura. Si stabiliscono delle limitazioni di tensione e/o di corrente (magari coadiuvate da una costante di tempo) per evitare il surriscaldamento e la fusione della giunzione.

Utilizzando invece un circuito integrato è possibile inserire un sensore di temperatura direttamente sulla giunzione del transistor.

La lettura della temperatura istantanea permette di creare una protezione efficace della giunzione dei transistor finali. In questo modo si può sfruttare fino in fondo la potenza dei transistor con la massima garanzia di sicurezza. Si ha anche automaticamente una protezione globale da sovratensioni, sovraccarichi, cortocircuiti e sovra temperature di brevissima durata.

Questa protezione non interferisce col segnale musicale e permette di realizzare amplificatori affidabilissimi.

L’unica accortezza è quella di mantenere bassa la temperatura con una buona dissipazione per sfruttare tutta la potenza ed evitare l’intervento della protezione. Per questo motivo il KR1 è dotato di un grande dissipatore che occupa quasi tutto il pannello posteriore.

Il dissipatore di calore è stato posto sul pannello posteriore rivolto verso l’esterno; in questo modo non sono necessarie le griglie d’areazione evitando che la polvere entri all’interno dell’apparecchio.




Queste elencate sono le caratteristiche più evidenti ma ce ne sono infinite altre che concorrono a dar vita all’eccellenza di questo prodotto.

Tanto per citarne alcune:

– restori di valore più basso possibile

– condensatori elettrolitici a bassissimi valori di ESR e di distorsione

– ottimizzazione della disposizione e della geometria delle piste del circuito stampato

– dove necessario, isolamento meccanico per ridurre i fenomeni di microfonicità

– filtraggio delle alimentazioni a celle multiple

– trasformatori a bassissima induzione

– stagnature con lega di stagno e argento

Nota sulle informazioni tecniche:

Come tutti ormai sanno, i dati tecnici comunemente utilizzati per caratterizzare un apparecchio non ne definiscono la qualità e forniscono solo in prima approssimazione la quantità.

Un esempio per tutti riguarda la potenza massima misurata quando la distorsione armonica totale raggiunge il valore di 0,03% con un segnale sinusoidale e con carico resistivo.

Questa misura non può dare alcuna indicazione su come si comporterà l’amplificatore una volta collegato al vostro sistema d’altoparlanti e con la musica, sia dal punto di vista quantitativo e sia dal punto di vista qualitativo e in buona sostanza come suonerà.

Infatti fornisce solo l’informazione indiretta di quale tensione massima può fornire sul carico resistivo scelto.

Nel caso dell’innovativo amplificatore KR1 queste informazioni classiche sono ancora meno importanti perché la gestione del sistema d’altoparlanti è completa e qualunque paragone con un amplificatore tradizionale perde di significato.

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