Domaudio e le connessioni bilanciate in ambito Hi-Fi.


In occasione delle visite presso le abitazioni di appassionati audiofili ci siamo imbattuti in impianti completamente o in parte bilanciati. Alcuni audiofili pensano (perché istruiti in tal senso o perché mediaticamente “sensibilizzati”) che le connessioni bilanciate portino ad un suono migliore rispetto a quelle sbilanciate, che permettano più dinamica e introducano meno rumore. Sono quindi restii a utilizzare apparecchi con connessioni sbilanciate.

In effetti, in ambiente professionale il collegamento bilanciato è necessario perché i collegamenti spesso sono molto lunghi. Per allestire un palco per un concerto a volte si lavora in condizioni disagiate, all’aperto, al buio e di fretta. E non ci si può permettere il lusso di perdere tempo a trovare poi la causa di un ronzio, testando uno per uno i cavi di segnale che sono peraltro sempre affiancati ai cavi di alimentazione. Molti cavi portano segnali debolissimi provenienti dai microfoni.

Ecco allora spiegato il motivo dell’esistenza delle connessioni bilanciate nel mondo “Pro”: i connettori XLR usati sono innanzitutto più robusti degli RCA, e sono inoltre “maschio” e “femmina” così da non indurre in errore la selezione delle porte in ingresso e in uscita. Pur nella loro robustezza, sono poi piuttosto flessibili, così che non si può utilizzare in fase realizzativa un preferibile conduttore centrale unico.

Invece, in ambito domestico solitamente le apparecchiature sono poste una vicino all’altra e i cavi necessitano di lunghezze spesso inferiori anche al metro. Conseguentemente, si può profondere maggior cura nella realizzazione e scegliere materie prime di maggior pregio: la qualità di questi cavi nel tempo ha infatti superato quella dei cavi Pro. Ad esempio, i cavi Domaudio hanno doppia schermatura e sia il conduttore centrale che le schermature sono rivestite d’argento: è di tutta evidenza che la possibilità di realizzare cavi di segnale e anche di alimentazione schermati riduce drasticamente il rischio di captare e introdurre interferenze nel percorso del segnale.

Sintetizzando, utilizzare in campo audio Hi-Fi domestico la connessione bilanciata vuol dire raddoppiare i circuiti all’interno delle apparecchiature. In alternativa si possono usare dei trasformatori di segnale o dei circuiti adattatori, ma entrambe queste soluzioni portano inevitabilmente ad un degrado sonico. E in ogni caso vuol dire aumentare il costo dell’apparecchiatura, ovvero a parità di costo usare componentistica più scadente.

E ancora, nelle migliori condizioni ovvero circuito completamente duplicato le differenze sonore percepite possono essere imputate anche al fatto che un circuito bilanciato per sua natura elimina le armoniche pari della distorsione introdotta, mentre la configurazione normale no. Quindi, in base alla distorsione degli altri elementi della catena audio, si può ottenere un suono migliorativo o peggiorativo a seconda di come tutti i componenti si combinano. Ad esempio, se vi è già una predominanza di armoniche pari, può essere giudicato migliore un sistema bilanciato che non le introduce.

Riassumendo, una connessione normale correttamente realizzata è perfettamente adatta al suo scopo. Il circuito elettrico di tale apparecchiatura è più semplice a tutto vantaggio della qualità sonora e di quella della componentistica impiegabile a parità di costo.

Per questi motivi gli apparecchi Domaudio di norma non utilizzano connessioni bilanciate.

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